Transumanza patrimonio UNESCO - Pinna formaggi Thiesi

Transumanza candidata patrimonio culturale dell’Umanità

L’Italia ha candidato la transumanza – pratica di migrazione stagionale di greggi e mandrie guidate da pastori preservata all’interno delle comunità rurali – a diventare patrimonio dell’UNESCO, ovvero patrimonio dell’umanità.

Come da regolamento, l’iter valutativo della proposta è stato avviato a Parigi con il Ministero delle Politiche Agricole, l’Italia e il Molise – supportate da Grecia e Austria – a lavorare e spingere perché possa essere resa “immortale” un’attività diffusa però in tutta Italia del Centro e Mezzogiorno, dall’Alto Adige al Molise appunto, dalla Puglia alla nostra Sardegna.
Non sono solo i grandi numeri ad aver portato la transumanza sotto i riflettori dell’UNESCO, quanto piuttosto una tradizione antica e largamente condivisa che unisce a doppio filo in un tutto armonico e armonizzato con la natura, le comunità e il territorio.

Quella della transumanza, che è generalmente accostata ai versi di D’Annunziana memoria e all’Abruzzo come regione simbolo del suo essere, è l’unica per il 2018 in riferimento al settore agricolo, e questo rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio.

Sotto l’aspetto dei numeri è però da sottolineare che è la Sardegna la regione in cui c’è la maggiore presenza di allevamenti ovini, ed è proprio grazie a questa spiccata propensione che l’Isola è da sempre considerata una piccola grande Capitale della produzione del formaggio.

La Sardegna infatti vanta una produzione tale di formaggio da soddisfare le esigenze dei palati più fini.
Basti pensare che tra i nostri formaggi, si possono trovare diverse varianti di Brigante, di Pecorino Sardo DOP e di ricotta.
Possiamo dire che ne abbiamo per tutti i gusti.
Senza dimenticare il pecorino Romano DOP.

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UNESCO e Sardegna

La Sardegna è presenza importante all’interno dell’UNESCO.

Patrimonio dell’umanità sono stati infatti riconosciuti Barumini e la civiltà nuragica, esempio di genialità, creatività funzionalità applicate all’architettura oltre che testimonianza tangibile dell’esistenza di una civiltà ormai scomparsa.

Ma patrimonio dell’umanità è anche il parco naturale di Tepilora, 8mila ettari nella provincia di Nuoro recentemente dichiarato ufficialmente “Riserva della Biosfera” e tutelato dalle attività previste in seno al programma MAB – Man and the Biosphere; nei pressi del monte Tepilora – da cui il parco prende il nome – nidifica l’aquila reale mentre il parco offre itinerari ideali per trekking e escursioni, oltre alle visite ai centri della zona come Bitti, Torpè, Lodè e Posada.

Nella preziosa lista compare anche il cosiddetto Canto a Tenore, antichissimo canto corale tradizionale interamente made in Sardegna: quattro voci che parrebbero richiamare il verso di tre animali e la voce dell’uomo padrone della natura (basso, baritono, contralto e voce solista), una densa miscela d’arte e tradizione folkloristica particolarmente diffuso, a tutt’oggi, nella zona centro-nord dell’Isola.

Ultima iscritta, in ordine di tempo e non certo per importanza, la Faradda, ovvero la discesa dei Candelieri sassaresi, evento clou che da secoli si ripete a Sassari ogni 14 agosto alla vigilia della festa della Madonna dell’Assunta, festa di popolo e fede con voto da sciogliere che si scioglie anno dopo anno con l’ingresso dei ceri votivi nella chiesa di Santa Maria di Betlem; la Faradda è infatti inserita nella rete delle grandi macchine a spalla, associazione nata nel 2006 e dal 2013 patrimonio UNESCO, che oltre ai Candelieri di Sassari comprende anche la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola e la Varia di Palmi.

Un passo indietro e un po’ di background

L’UNESCO è Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura nata il 4 novembre 1946 che poggia sulla consapevolezza che accordi politici e economici non bastano da soli costruire una pace duratura; pace che deve essere fondata anche su educazione, scienza, cultura e collaborazione fra Nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione” (www.unesco.it).
Ma anche l’identificazione, la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo rientrano tra le missioni principali dell’UNESCO, tutto secondo la convenzione adottata dalla Conferenza generale il 16 novembre del 1972.
In base alla suddetta Convenzione sono stati riconosciuti sino ad oggi ben 1073 siti di cui 832 culturali, 206 naturali e 35 misti, sparsi in ben 167 Paesi del mondo.

Attualmente l’Italia è la Nazione in cui sono stati individuati il maggior numero di siti – 48 culturali di cui 7 sono paesaggi culturali e 5 siti naturali – che sono a tutti gli effetti patrimonio dell’umanità
Luoghi così unici e diversi quali le selvagge distese del Parco Nazionale di Serengeti in Africa Orientale, le Piramidi d’Egitto, la Grande barriera australiana e le cattedrali barocche dell’America latina costituiscono il nostro Patrimonio Mondiale” (www.unesco.it).

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