In origine per indicare la pecora esisteva il vocabolo ois, dal quale deriverà il latino ovis e l’italiano ovino.
Nell’antica Grecia le pecore e le capre erano indicate dal termine pòkos o pèkos, e successivamente in latino pecus, col significato di bestiame, e con la successiva specificazione in pecus ovillium o pecore. L’importanza economica nel mondo antico della pecora, ha permesso di originare la parola pecunia, ovvero ricchezza.
Dopo il riscaldamento del clima, l’uomo Mesolitico, abbandona il sistema di caccia primordiale e indirizza il suo interesse verso la caccia di animali di piccola taglia, quali: bovini, ovini, caprini, suini, ma anche uccelli e pesci.
L’uomo sardo preistorico, fin dal Neolitico, ha quasi subito rivolto la sua attenzione all’addomesticamento del muflone (Ovis musimon), animale autoctono che popolava le montagne dell’isola, per l’utilizzo delle sue carni, della pelle per costruirsi delle vesti, della lana e per il suo latte. Nell’esercitare la caccia adottava un rispetto religioso su alcuni animali, ma particolarmente sul muflone di cui forse era interdetta la caccia. Il muflone era amato per i suoi prodotti e temuto per le sue qualità soprannaturali quali: l’astuzia, velocità, diffidenza e agilità, che rendevano difficili la sua cattura.

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