Formaggio e frutta-fruit cheese - pinna formaggi - Sardegna

Fruit Cheese: abbinare formaggio e frutta

La bòca l’è minga stràca se la sa nò de vàca
Traduzione: la bocca non è stanca sino a che non sa di latte

Ovvero: non c’è nulla di meglio che chiudere un buon pasto con un bel tagliere di formaggio
Un adagio lombardo che si perde sui monti, fra le malghe e nelle tradizioni del pascolo e della lavorazione artigianale dei formaggi
Un vecchio (e saggio) proverbio che nell’accezione del termine si riferisce a prodotti di derivazione bovina ma può essere applicato anche a quelli di derivazione ovina, consiglio mutuato, quindi, anche per le tavole imbandite made in Sardegna

Provare e assaggiare per credere: il formaggio a fine pasto non è un’eresia, ma può rappresentare una suggestiva “provocazione” per il palato.

Dibattuta è la tempistica per cui alcune scuole di pensiero lo preferirebbero prima del dessert, mentre per altri la conclusione del pasto spetterebbe di diritto proprio a sua maestà il formaggio
Rispettabili entrambe le tesi, argomentate a colpi di gusto e associazione di sapori
Non tocca a noi fare una scelta, l’idea è quella di proporre un’alternativa e fare una proposta che, crediamo, potrebbe non deludere.

Una provocazione forte e dirompente, oppure dolce e delicata, finanche spinta dall’aroma erborinato e coadiuvata nella missione possibile del conquistare il gusto da succulente composte di frutta o verdura, o dalla frutta stessa: di stagione e fresca, oppure secca.

Il binomio pere e formaggio, tanto caro al contadino, è l’esempio perfetto d’un connubio vincente, ma occhio a non sottovalutare l’accoppiamento con l’uva.

Ma le variabili da proporre, tagliere alla mano, sono infinite.

Tanti sono i tipi di formaggio (di pecora, di capra, vaccino; fresco e stagionato; erborinato o aromatizzato; sottoposto a particolari processi di lavorazione stagionatura), tante sono le tipologie di frutta e le modalità in cui presentarla al fianco di forme e spicchi di cacio
Una la verità, tramandata da gourmet, intenditori, golosi e semplici appassionati, alimentata dal boom mainstream della cucina che oggi si racconta sugli schermi delle case di tutta Italia e di Sardegna: l’acidità tipica del latte e del formaggio è complemento ideale alla dolcezza della frutta, questione di chimica, è passione al primo morso!

E se all’Emmental si sposano bene noci e cubetti di mela fragranti, oltre alla marmellata d’ananas, il Brie fa la sua bella figura se associato alla marmellata di susine mentre un matrimonio perfetto è quello fra Camembert e i fichi appena colti dall’albero.
Pistacchi, mandorle e arance sono complemento ideale per soliti noti come fontina, caciocavallo, gorgonzola e ricotta di pecora.

Sconfinata la possibilità d’abbinamento fra formaggi ovini caprini e la frutta: bene la pera e bene l’uva, ma se la spinta acida è forte, se il dolce prevale, se il gusto è deciso, provate anche il tandem con melone, frutti rossi (formaggi più dolci) e pesche.

Un chutney di mango potrebbe sbalordire palato e commensali in accompagnamento ad un formaggio stagionato da “spegnere” in un piccolo mare di dolcezza.
Cipolle e pomodorini caramellati sono alternative capaci di sorprendere.
Ma con il formaggio è la fantasia che va al potere: serve un ottimo prodotto di base, il resto è gusto infarcito di pura creatività.

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