Dafni è per la mitologia greca il primo pastore. È un personaggio ripreso dalle figure mitiche di pastori preesistenti, provenienti dal mondo arcaico.
Per la mitologia greca Dafni è figlio del dio Ermes e della ninfa Dafnide. Dalla madre fu abbandonato fin dalla nascita in un bosco di allori che avvolgeva una grande montagna. Il bambino fu subito adottato da pastori, considerati le divinità del bosco e gli diedero il nome.
Dafni era molto amato dai dei Apollo, che lo portava con se a caccia in compagnia della dea Artemide, e dal dio Pan che gli insegnò a suonare lo zufolo
Il pastorello era bellissimo e la sua storia è raccontata da diverse leggende.
Una lo vuole amato da una ninfa Echemeide da lui corrisposta, ma la storia d’amore si interrompe tragicamente per un involontario tradimento. Climene, moglie del re Zeno, organizza una festa invitando Dafni a suonare. Gli fu versato tanto vino da farlo ubriacare. La regina ne approfittò per abusarne. Giunone, madre della ninfa Echemeide, lo acceca per punirlo dell’infedeltà. Egli vagò verso l’incerto, inciampando continuamente, finché non cadde da una rupe; nel cadere fu salvato da Ermete che lo portò nell’Olimpo.
Secondo una diversa leggenda, la donna di Dafni si chiamava Pimplea o Talia, che un giorno venne rapita. Dafni non smesse mai di cercarla, finché non la trovò fra le schiave di Litierse, re di Frigia. Il re era solito sfidare tutti coloro che si presentavano nella sua corte ad una prova di forza, in una gara di mietitura. Chi perdeva veniva ucciso. Eracle, che si trovava in zona, suggerì a Dafni di partecipare alla sfida e di farsi sostituire da lui. Eracle vinse e uccise il re. Dafni ottenne così la libertà di Pimplea e, in dono, la terra della Frigia.
Anche i Romani ebbero il loro pastore, Faustolo, sposato con Acca Laurenzia, che salvò dalla morte gli abbandonati gemelli Romolo e Remo. Li accolse nella sua casa e chiese alla moglie di allevarli come propri figli.

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