È un luogo comune ormai, diventata un’abitudine, stare a casa o andare al bar ordinare e consumare semplicemente un aperitivo. È solo voglia di passare momenti di relax e di distrazione, stare insieme tra colleghi o amici, ma è anche un modo per stuzzicare l’appetito con un calice di vino con le bollicine, o un cocktail, o un bitter, o un succo di frutta o verdura, principalmente prima della cena. L’aperitivo è però prassi antica, e si ha prova che diversi erano i popoli che facevano precedere il pasto da una bevanda fresca o aromatica, con la funzione di aperitivo, prima di consumare cibo. Il termine aperitivo deriva dal latino “aperio-aperire” che significa, appunto, aprire. Compare poi, il termine “aperitivus”, che significa letteralmente “spalancare le porte al desiderio di dissetarsi”. Nella storia è quasi sempre il vino ad essere utilizzato come mezzo per concentrare i principi attivi medicinali di diverse piante, che hanno un sapore principalmente amaro. A creare questi elaborati aperitivi, anche curativi, è stato il grande medico greco Ippocrate, che nel vino faceva macerare piante medicinali, per estrarre olii essenziali. La bevanda veniva chiamata nel Medioevo, Hyppocras o Vino di Ippocrate, e conteneva miele, erbe aromatiche e sostanze odorose come ambra e muschio. Anche i Romani si cimentarono nelle preparazioni di queste bevande e tra le tante crearono il “mulsum”, a base di vino e miele, con foglie aromatiche di timo, rosmarino e mirto. Dioscoride, medico greco, descrisse le proprietà di seicentosessanta piante che potevano essere impiegate come medicinale se fatte macerare nel vino; raccomandando principalmente il consumo di vino al mirto. Nel Medioevo l’ippograsso era molto conosciuto ed utilizzato come aperitivo o digestivo. In Italia, l’aperitivo “moderno”, si impose a fine del Settecento con la diffusione del vermouth, che nella sua preparazione segue le stesse indicazioni ippocratiche. Come si fa a consumare un aperitivo, alcolico o meno, senza farlo accompagnare da un buon formaggio? Infatti squisite sono le preparazioni con: pecorino fresco, origano ed un filo d’olio extravergine d’oliva; pecorino semistagionato con olive confettate; pecorino stagionato con verdure in pinzimonio e olive al forno; nei ripieni per dare gusto ed esaltare ogni ingrediente; oppure pane tostato con pecorino arrosto e così via.

F.lli Pinna Industria Casearia S.p.A – Via F.lli Chighine,9 – 07047 Thiesi(SS) Italy – Telefono 079886009  Fax 079 886 724 | P.IVA n.00061150900

Note legali | Mappa del sito | Credits